Di me..

Estremamente appassionato di tutto quello che il mio territorio offre, mi diletto nell’alpinismo come filosofia a tutto tondo e non solo quindi come sport. Frequento le Alpi Carniche durante tutto l’anno con gli sci d’alpinismo in inverno, gli scarponi e le scarpette d’arrampicata quando possibile.

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Non sono una cima in nessuna disciplina e non mi interessa esserlo in quanto traggo giovamento e beneficio dalla pratica interiore delle mie passioni, più che dai risultati in sè..

Pratico l’arrampicata sportiva, prediligendo le placche e ripudiando gli strapiombi per scarsa forza fisica, l’alpinismo con le classiche vie di montagna dei vecchi, l’ice climbing, la mountain bike con trascorsi da agonista..

Mi piace camminare nei boschi e perdermi annusando l’essenza delle conifere.

ultimi metri

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La montagna ha sempre avuto su di me un’incredibile attrattiva costituendo “il mio spazio vitale”.

Nel 2005 entro a far parte del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico come Operatore di Soccorso Alpino; dal 2011 sono Tecnico di Soccorso Alpino.

Nel 2013 partecipo al Bando Regionale per l’abilitazione ad Operatore di Soccorso Piste, ottengo la qualifica di Soccorritore nel 2013; nel 2017 guadagno la qualifica di Pattugliatore del Collegio Regionale sicurezza Piste da Sci del Friuli.

Dal 2017 sono gestore, assieme all’amico Simone, del Rifugio Alpino Fratelli De Gasperi nel  gruppo del Clap – Dolomiti Pesarine, di proprietà della sezione CAI di Tolmezzo.

Sempre nel 2017 entro a far parte degli “FVG Ambassadors” un gruppo di persone appassionate della propria terra che contribuiscono alla diffusione dei territori del Friuli attraverso racconti e scritti dati in maniera “differente”; scrivo quindi spesso per il progetto della regione denominato FVG Live experience con la volontà di far del bene alla mia terra nella maniera a me più congeniale: parlare di montagna.

Amico schietto e sincero, credo di essere un po’ selvatico di primo acchito, ma poi divento un mattacchione..

Sposato, con un bimbo piccolo a cui insegnare le magie delle nostre montagne, vivo giorno per giorno la bellezza delle Alpi Carniche.

Accetto e cerco volentieri amici nuovi con cui sgambettare allegramente su per le crode o bere una birra in tranquillità.. Le critiche le prendo come cose costruttive e di confronto, ma solo se chi me le fa è una persona intelligente!

Hai bisogno di un aiuto, di un’informazione oppure vuoi semplicemente scrivermi un tuo commento? Puoi farlo mandandomi una e-mail all’indirizzo Aipiedidellecarniche@gmail.com
Sei interessato ad organizzare una serata con la presentazione del mio libro “In Carnia per terre alte”? Contattami pure senza impegno alla stessa mail..

Omarut

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25 pensieri riguardo “Di me..

  1. Il Dalla Marta è un sentiero alpinistico ma non necessita sicuramente di corde doppie. Se intendi salire e scenderlo, tieni conto che c’è un tratto che ai tempi era stato attrezzato con fittoni e cavi ma che son stati dimessi. Non è ripido ma piuttosto esposto per aggirare una specie di costola di roccia e guadagnare il successivo ripido pendio detto “pale dai pins”. In pratica è riassumibile così: dalla ex polveriera di Pissebus primo tratto lungo il greto del fiume, ripidissimo e faticoso pendio nel bosco di pino, guadagnata la sella con la vicina Amarianute si sale per ghiaie fino al passaggio esposto sopra menzionato, segue la risalita della pala dai pins, si arriva ad uno splendido balcone su Tolmezzo sul salto della parete franosa ovest, si continua sul filo con dei passaggi di roccia (sarà max 2°) e si entra nel boschetto di metà parete. Da qui si esce ripidamente ad una forcella che dà sui ripidi prati del versante S che seguiti lungamente in salita portano, dopo scavalcamento di alcuni sassoni verso la sommità, alla cresta finale dove passa il sentiero che proviene da Illegio e quindi in breve alla cima. Sono 1600m di dislivello secchi.Per il rientro cmq ti consiglio di scendere per la normale S che porta a Lisagno. Prendi la strada in discesa fino all’ultimo stavolo, da qui parte il sentiero che ti consente il rientro all’auto chiudendo l’anello. A mio parere così è più interessante. Ramponi e picca adesso credo siano necessari. Ciao e grazie del commento!

  2. Brao e vonde…se ti trovo in mont ti offro una birra perchè il tuo blog è fatto veramente bene e lo spirito è quello del vero appassionato di montagna (mentre spesso, sopratutto in falesia, vedi persone per le quali l’importante è solo essere più bravo degli altri e la montagna diventa solo il “supporto” dove mettere in pratica le proprie sfide personali).
    Mandi!

  3. Volevo ringraziarti, è da tempo ce volevo fare il canale ovest dell’Avanza e grazie alla tua relazione e al video sono riuscito a convincere degli amici a venire con me, anche se a primavera inoltrata. Saluti, Stefano.

    1. Ben fatta! Alla fine il mio blog (oltre ache a diario di montagna personale) serve anche a divulgare questi bei posti delle Alpi Carniche, magari già conosciuti ma un pò dimenticati! Divertiti?? Ciao!

  4. Ciao! Io sono di origini friulane ma vivo a Trieste ormai da trent’anni. Ho cominciato ad andare in montagna da pochi anni (peccato, visto che sono ormai cinquantenne). Adoro le Carniche!!! Purtroppo non sono ancora riuscita a salire in cima all’Amariana anche se lo desidero moltissimo. Sabato scorso sono andata sul Pisimoni e lei (l’Amariana) mi fissava con aria di rimprovero perchè ancora non le ho reso onore. Ti scrivo perchè non riesco a capire come devo fare per salire da Amaro e non dalla Forca del Cristo. Non sono una brava arrampicatrice e, se posso, mi piace salire i monti da sola per cui preferisco evitare vie alpinistiche. Mi hanno detto che seguire il vecchio sentiero è molto difficile dopo l’incendio. E’ vero? Cosa mi consigli? Grazie e mandi.
    Katia

    1. Ciao Katia! Forse stai facendo un pò di confusione: la normale dalla forca del Cristo (stavoli Lisagno) è evidente e su questo non ci piove. Da Amaro parte una specie di “direttissima” dietro alla chiesa del paese che da larga mulattiera si trasforma man mano in sentiero, tracce, per perdersi completamente in alcuni punti..Passa per la località Poselie (vecchi ruderi quasi introvabili) e salendo ripidi prati e forcelle arriva a congiungersi con il crestone e il sentiero che sale dal ponte di Carnia.Tale percorso non è stato interessato dall’incendio ma è percorso veramente di rado. Sinceramente sento di sconsigliartelo, anche se molto affascinante va fatto con persone che conoscono bene l’Amariana! Forse tu intendi il sentiero Dalla Marta che parte dalla polveriera di Pissebus, tra Tolmezzo e Amaro. Tale tragitto è stato divelto nella parte alta dai vandali, risulta comunque percorribile senza troppe difficoltà (max 1 pass di II°). Tuttavia dopo l’incendio la parte bassa è in pratica inagibile e conviene raggiungere la parte media del sentiero risalendo i rivoli bianchi dalla frazione di Betania passando per la briglia e quidni la forcella Amarianute. Spero di averti chiarito qualche dubbio! Ciao!!

      1. Ti ringrazio molto Omar. In effetti mi riferivo alla “direttissima” e pensavo che che le difficoltà a seguirla fossero sorte in seguito all’incendio. Seguirò il tuo consiglio e salirò percorrendo un altro sentiero. Credo che il “Dalla Marta” faccia al caso mio: grazie delle indicazioni circa il raggiungerlo (Betania, briglia e forcella Amarianute). Ora devo solo decidere la data e sinceramente spero di farlo al più presto perchè ogni volta che passo lì sotto sento il rimprovero della bellissima Signora delle Carniche.
        Grazie ancora e Buona Montagna! Ciao.

  5. Ciao e complimenti per il blog.

    Io abito sopra Ovaro,
    ma sono residente da anni in Veneto,quindi qui solo per le ferie.

    Tornando verso casa,ogni volta guardo con rispetto e timore reverenziale quella montagna,
    mi sono detto che una volta devo riuscire ad arrivarci in cima.

    Il mio problema è che non ho mai fatto ferrata,oltre ad avere una certa apprensione quando sono in alto e guardo nel vuoto.

    Quindi vorrei capire se quella salita la posso fare in qualche modo,
    poi ovviamente avrei bisogno di una guida esperta della zona che mi accompagni.

    Sicuro poi polenta e frico sono offerti dal sottoscritto,una volta tornati a valle…

    Fammi sapere se ci possiamo accordare per provare una salita insieme,
    sicuro sarò una zavorra e ti rallento,
    ma avrei proprio voglia di arrivare su quella cima.

    Grazie,ciao.

    Sergio

  6. Ciao Omarut,
    è con gran piacere che leggendo le tue descrizioni, articoli e commenti delle salite mi rendo conto che un tecnico e “semiprofessionista” come te riesce a godere della montagna come filosofia e scelta di vita. Ho avuto la fortuna di conoscerti ed ora, ogni tanto, di condividere uscite di scialpinismo in cui assaporo sempre la semplicità e la disponibilità con cui metti a disposizione tempo e conoscenze. La tua passione per i monti si fonde con la genuinità di un animo semplice che si spende per gite impegnative ma non disdegna uscite di difficoltà media rendendole sempre ricche e piacevoli.
    Complimenti per questo sito.
    Cristina

  7. Ciao Omar,
    complimenti per il blog. Oggi ho bazzicato per le tue vie sulla paretina vicino alla cava di Pramosio. Belle e simpatiche, specialmente per le mozzarelle come me! Non sono riuscito a capire dove è “Xe tuta ginoci”, anche se forse gli spit (hai scoperto chi li ha messi?) la ha “inglobato” con il “Mio amico cane”?
    Un saluton
    emiliano

    1. Grazie… no, gli spit ancora non ho capito chi li abbia piazzati! Xe tutta de ginoci è facile da reperire: cerchi tutti i tratti più “duri” della parete, la via sale li :-).. Cmq li ci torno sempre volentieri per rilassarmi arrampicando, ovviamente le vie non hanno la pretesa di diventare delle classiche, ma per chi è alle prime armi penso meritino una visita visto anche il posto e la comodità di accesso! A presto

  8. ciao omar,
    non so se ti ricordi di me ma l’ anno scorso avevo cercato di organizzare un’ uscita di skialp con te (io ero ancora tavolaro):non se n’ era fatto niente alla fine ma eri stato gentilissimo con me quindi ti disturbo di nuovo.

    Ho cercato un indirizzo mail qui sul tuo bellissimo blog dove scriverti; ho visto che tutti usano questa pagina quindi mi adeguerò:

    Io di carniche so poco,ci son stato per la prima volta a maggio per far la N del coglians e scendere con gli sci da S (sì, son passato agli sci).

    Cercherei un bel sentiero, possibilmente aereo/divertente da percorrere con sarpe da trail e zaino leggero:volevo chiederti se tu ne conoscevi qualcuno da consigliarmi (mi farebbe enorme piacere se volessi accompagnarmi).Non sono un maniaco di trail/skyrunning, mi piace solo andar svelto senza troppe seghe mentali (come ho visto fai anche tu).

    Ho già scritto troppo.
    grazie e mandi

    1. Ai Amedeo mi ricordo bene! dammi un pò di info in più, nel senso, dislivelli che vuoi affrontare? Sentieri belli da corrucciare ce ne sono parecchi…

      1. Accidenti,ho omesso qualche particolare,scusami.

        Non ho problemi sul dislivello (fino ai 1200 va benissimo),in questo caso sarei limitato dal fatto che verrei lì in macchina e quindi non vorrei impiegarci troppo tempo:comunque diciamo fino ai 1200 m va bene.

        Ti butto lì un’ idea:mi hanno parlato del crostis da casera plumbs,dicendomi che si arriva su una crestina abbastanza aerea e divertente da percorrere di corsa.
        Ti risulta?

        Grazie mille ancora omar,sempre gentile

      2. Puoi partire dall’ex bar Edelweiss dopo Collina di Forni Avoltri. vai per il rif. Marinelli per strada o sentiero (scegli tu) dal rif. ti fai la “cresta” del M. Floriz fino a sella Plumbs dove parte il sentiero per il Crostis (un pò di attenzione ci vuole se lo fai con le scarpe basse) poi raggiungi la punta del Crostis, scendi sull’altro versante seguendo la dorsale verso Sella Bioichia (portati una cartina) e da lì più facilmente rientri sulla strada della Malga Plumbs chiudendo l’anello a valle. Non sarà la cresta del Lyskamm ma merita come giro. Il tratto f.lla Plumbs-Crostis è da parecchio che non lo faccio ma essendo anche sentiero CAI non credo ci siano particolari problemi a meno di stravolgimenti invernali per la neve di quest’anno

  9. Ciao Omar, mi ” rincuora” leggere il tuo blog sul Pan di Zucchero. Pare la fotocopia della nostra uscita di un mese fa. Inizio con pazzesco districarsi nei mughi (il ruvo d’accesso – che per gli austriaci della guida era un bel sentiero – l’abbiamo visto solo in discesa: l’ometto credo sia il nostro), cacarella sul passaggio del primo tiro assicurato al cordino vecchio (non capisco sta mania delle clessidre artificiali!), altrettanta sul muretto sotto la sosta del secondo tiro.
    Poi, incredibile, i due tiri finali dati 5a e 6a sono effettivamente così e anche abbastanza bene assicurati. Di sicuro nel complesso i passaggi dei primi due tiri erano peggio.
    Mi son fatto l’idea che, dato che la via era una “classica” che nei primi tiri evidentemente non prendeva di petto i passaggi dove oggi ci sono gli spit, hanno semplicemente mantenuto i gradi di una volta senza tener conto che hanno modificato dopo il percorso con gli spit.

    Intanto in sti giorni sono tornato a bazzicare sulle tue vie di Pramosio e sempre con piacere. Con un minimo di pulizia verrebbero fuori dei piccoli gioiellini per chi vuol passare giornate tranquille.

    1. Ma cacchio Emiliano, non sei il coautore con Carlo e soci delle guide di 4° Grado?!?! se si, e non credo ci siano omonimi, complimentoni per il lavoro, le vostre sono Guide con la G, nulla a che vedere con quelle degli austriaci… E con il tuo curriculum bazzichi nelle vie di Pramosio? che dire, sarai come me che sò divertirmi anche sulle vie dure come quelle super plasir, basta stare in montagna!! Sarebbe bello conoscerci di persona!

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